Arriva il batterio mangia-plastica

 

Qualcosa come 311 di tonnellate prodotte ogni anno. Di cui tra 4,9 e 12,7 milioni finiscono nei mari e negli oceani. Cifre che parlano chiaro: gli esseri umani sfornano (e abbandonano) tanta, tantissima plastica.

Stando alle stime dei ricercatori della Sea Education Association, pubblicate lo scorso anno sulla rivista Science, lo scenario è destinato a peggiorare: se non si interverrà quanto prima per migliorare lo smaltimento dei rifiuti nelle zone costiere e adottare sistemi di riciclo più efficienti, la quantità di plastica nei nostri mari potrebbe aumentare di dieci volte entro il 2025.

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Le Piogge Acide ed effetti sull'uomo

 

Piogge acide

Con il termine piogge acide si intende generalmente il processo di ricaduta dall'atmosfera di particelle, gas e precipitazioni acide. Se questa deposizione acida avviene sotto forma di precipitazioni (piogge, neve, nebbie, rugiade, ecc.) si parla di deposizione umida, in caso contrario il fenomeno consiste in una deposizione secca. Solitamente l'opinione pubblica fa invece coincidere il termine piogge acide con il fenomeno della deposizione acida umida.

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Il 52% delle tartarughe marine ha ingerito plastica

tartarughemarine

 

Le tartarughe marine li scambiano per meduse, e quando li ingeriscono è troppo tardi per accorgersi che sono invece sacchetti di plastica. Questa è la sorte che finora è toccata alla gran parte della popolazione mondiale di questi animali: al 52%, secondo uno studio della University of Queensland pubblicato su Global Change Biology.

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L’ultimo bluff della crescita infelice

 

La maggioranza degli economisti, seguaci della dottrina che sostiene non esista altra via per produrre benessere al di fuori della crescita continua dei consumi, di fronte ai dati sulle crescenti disuguaglianze di reddito, ad una crisi economica che tarda a virare, come da loro previsto, verso una nuova fase di crescita, ed alla crescita invece degli effetti negativi dei consumi, quali l'inquinamento, i cambiamenti climatici, il disorientamento sociale, la perdita di riferimenti etici, non trovando risposte rilanciano avanti la palla verso un futuro ricco di nuove promesse e nuove avventure.

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Qual'è il valore delle foreste italiane

foresta

 

Conservazione della biodiversità, mitigazione del cambiamento climatico, ma anche economia forestale e difesa del suolo.

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Taranto, allarme per i tumori legati all'inquinamento. "In città mancano le strutture per curarli"

ILVA

Se anche l'Ilva e le altre industrie del Tarantino chiudessero, a Taranto ci si continuerebbe ad ammalare di tumore più che nel resto d'Italia ancora per molti anni. E' questa la sintesi dell'aggiornamento al registro tumori di Taranto pubblicato dall'Asl (prima il registro riguardava il triennio 2006-2008, mentre si riferisce al 2011). Restano picchi ed eccessi di molte patologie tumorali (tumori del polmone, della pleura, della vescica) che secondo i medici sono correlate statisticamente a fattori di inquinamento ambientale. Il dato ancor più preoccupante è che il sistema sanitario è decisamente carente e non risponde adeguatamente al numero di malati e di malattie.

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Una larva mangia plastica contro l’inquinamento

 

Una scoperta casuale ha rivelato la capacità di una larva di nutrirsi di plastica. La comune tarma della cera è in grado di metabolizzare il polietilene e potrebbe ora essere impiegata per ridurre l'inquinamento.

Ogni anno, in media, una persona utilizza più di 200 sacchetti di plastica che possono impiegare dai 100 ai 400 anni per degradarsi nelle discariche. E non solo. Milioni di tonnellate di sacchetti finiscono nei fiumi e negli oceani compromettendo la salute dell'ambiente e distruggendo l'habitat naturale di molti animali.

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