Il caminetto? Inquina come un diesel

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Caminetti e stufe a legna non sono affatto amici dell'ambiente: ecco le linee guida per limitare i danni e avere un focolare il più possibile "green".

Metti una sera d'inverno davanti al caminetto, magari con una bella tazza di cioccolata fumante e qualche biscottino.... A parte la cioccolata e i biscottini che potrebbero incidere negativamente sulla linea, cosa stona in questa immagine così poetica?

Beh, il caminetto acceso, che secondo diversi studi condotti in anni recenti inquina quasi come un diesel: secondo la Direzione regionale dell'ambiente e dell'energia francese (Driee) un caminetto a legna acceso per mezza giornata emetterebbe la stessa quantità di polveri sottili, pm10 in particolare, di un'auto a gasolio che percorre 3.500 km.

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La seconda vita dell'alluminio

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Riciclare alluminio fa bene all'ambiente e all'economia, e in questo l'Italia è bravissima: è prima in Europa e terza nel mondo per capacità di recupero di questo metallo che diventa poi automobili, caffettiere, occhiali, biciclette...

L'alluminio, come tutti i materiali metallici è facilmente riciclabile per fusione e, mentre nel caso degli altri metalli il recupero è importante, per l'alluminio questa pratica è fondamentale perché riciclabile all'infinito, al 100% e con l'utilizzo del solo 5% di energia elettrica necessaria per la produzione di quello primario.

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Nei supermercati il 54% delle buste è illegale

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Monitoraggio di Legambiente per valutare il rispetto della legge, ormai in vigore da anni, che mette al bando i sacchetti di plastica. In Campania e Basilicata il record del finto biodegradabile

Sono "fuori legge" più della metà dei sacchetti per la spesa. È questo il risultato della campagna di monitoraggio di Legambiente, effettuata tra fine novembre 2014 e le feste di Natale, per valutare il rispetto della legge, ormai in vigore da anni, che mette al bando i sacchetti non compostabili.

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3 mm l'anno: il mondo sott'acqua

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L'economia dei cambiamenti climatici: il livello dei mari sale di 3 mm l'anno. Servono 50 miliardi l'anno da investire in prevenzione.

La geografia viene ridisegnata dai cambiamenti climatici: non c'è linea di confine che non cambierà a causa dell'innalzamento del livello dei mari. Negli ultimi anni l'allarme è stato lanciato da diversi istituti e organizzazioni, compresa la Banca Mondiale, che in questi giorni rende noti i risultati di uno studio dell'Environmental Research Letters (British Institute of Physics) che proietta la nuova geografia sui Paesi che si affacciano sul mare e su 136 città costiere a rischio, tra cui Napoli. Per i soli interventi di prevenzione, queste città dovrebbero mettere in campo 50 miliardi di dollari l'anno.

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Lo spreco alimentare fa male (anche) all'ambiente

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L'impronta di carbonio del cibo prodotto ma non mangiato, ogni anno, viene stimata in 3,3 miliardi di tonnellate di Co2. Se fosse un Paese sarebbe preceduto soltanto sa Cine e Stati Uniti. Per il Wwf è un dato allarmante, anche dal punto di vista della sicurezza alimentare.

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Sorpresa, la Terra sta diventando più verde

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Un'analisi satellitare rivela un aumento della vegetazione, fenomeno che può rallentare ma non cancellare i cambiamenti climatici.

Quando si parla di foreste, l'accento viene spesso posto sullo sfruttamento intensivo che ne sta riducendo l'estensione e di conseguenza sulla progressiva diminuzione della capacità d'assorbimento dell'anidride carbonica.

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature svela però che nell'ultimo decennio la Terra è diventata più verde, poiché la deforestazione in Sud America e nel Sud-est asiatico è stata controbilanciata da un aumento della vegetazione in altre aree del pianeta. Secondo gli autori della ricerca il fenomeno potrebbe rallentare i cambiamenti climatici, ma non arrestarli.

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I fiordi sono eccezionali sequestratori di CO2

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I sedimenti marini dei fiordi assorbono anidride carbonica a un ritmo cinque volte più veloce di quello degli altri fondali oceanici. Merito delle foreste che ne ricoprono le pareti.

Anche chi non li ha mai visti li conosce per la loro leggendaria bellezza. Ma i fiordi sono anche molto utili, e giocano un ruolo inaspettato nel ripulire l'atmosfera terrestre.

Questi bracci di mare che si insinuano nella costa, caratteristici dei paesaggi nordici (ma non solo), assorbono ogni anno 18 milioni di tonnellate di anidride carbonica, l'11% del totale di CO2 catturata dai sedimenti marini mondiali. E questo, nonostante ricoprano appena lo 0,3% della superficie del pianeta. Sono le conclusioni di uno studio internazionale appena pubblicato su Nature Geoscience.

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