Dai rifiuti organici al compost, la filiera virtuosa del riciclo

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In Italia il recupero della frazione organica è arrivato al 42%, per una produzione di oltre 1 milione di tonnellate di compost all'anno

Ridurre gli sprechi e trasformare gli scarti in risorse. È la logica alla base del consumo responsabile che impegna i cittadini lungo tutta la filiera: dalla scelta consapevole di ciò che acquistano fino allo smaltimento. Un approccio che è ancor più importante per quanto riguarda il cibo. Ogni anno, stima la Fondazione Barilla Center of Food and Nutrition, un terzo della produzione alimentare mondiale finisce nella spazzatura. E l'Italia non è esclusa: da noi si butta via il 35% dei prodotti freschi, il 19% del pane e il 16% di frutta e verdura.

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Gomme, reti e plastica: tutto l’inquinamento dei nostri mari

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E ora secondo le nuove normative Ue i pescatori saranno costretti a portare a terra anche gli scarti della pesca

Usare il termine inglese di marine litter (spazzatura) o francese débris (avanzo, maceria) non fa nessuna differenza. Gli esperti concordano sul fatto che in mare non ci finisce solo la plastica nelle più diverse dimensioni che, è bene ricordarlo, una volta arrivata in mare, sopravvive per millenni, entrando nella catena alimentare di pesci e uccelli. Le microplastiche - tecnicamente quelle al di sotto dei 5 millimetri - sui fondali del Mediterraneo sono valutate dagli esperti nella misura di 100 milioni a chilometro quadrato insieme alle macroplastiche, quelle che galleggiano insieme al legno, che vengono risollevate dalle onde e mandate in circolo.

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Spreco zero: tra doggy bag e Comuni «ricicloni»

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Premiato il progetto «Tenga il resto» di Monza per il recupero dei pasti avanzati nei ristoranti

Non si è vergognata Michelle Obama che nel 2009, in visita in Italia con il marito in occasione del G8, prima di andarsene dal ristorante si è fatta preparare dal personale la doggy bag. In Germania, a Berlino, esistono in due quartieri frigoriferi pubblici dove lasciare gli avanzi per chi ha bisogno. In Francia, il governo sta cercando di metter in testa ai cittadini che la gourmet bag (doggy suonava troppo americano) è chic. In Italia – complice anche Expo - fioriscono le iniziative per la lotta allo spreco alimentare a partire dal ristorante per proseguire, si spera, nella cucina di casa.


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35 film sull’ecologia e sull’ambiente

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Per fortuna in questi ultimi anni è aumentata molto la percezione dei problemi legati all'ambiente e l'importanza di portare avanti una vita più che mai votata al minor impatto ambientale.

Non tutti però siamo molto reattivi sul tema "ambiente" ed a sensibilizzarci viene in aiuto anche il cinema. Di film sull'ambiente ne sono usciti davvero molti, non per niente l'ambiente e l'ecologismo rappresentano un vero e proprio filone cinematografico caratterizzato da importanti lavori, ma anche da docu-film più modesti, ma dal contenuto assai interessante.

Se questa estate vorrete dar via ad una rassegna cinematografica casalinga su ambiente ed ecologia, potrete scegliere tra ben 35 film, alcuni dei quali disponibili in italiano su youtube.

 

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Lavare i piatti: è più ecologico a mano oppure con la lavastoviglie?

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Se cercate una risposta a questa domanda sul sito di un costruttore di elettrodomestici, troverete una risposta che suona più o meno così: "Lavare i piatti a mano come un tempo non è soltanto uno spreco di tempo, ma anche di denaro, di elettricità e di acqua. Senza contare il fatto che le stoviglie non sono altrettanto igienizzate."

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Biopap: vaschette per alimenti di cellulosa, riciclabili e compostabili

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Biopap: un marchio registrato dell'azienda Carton Specialist di Anderlini, con sede a Settimo Milanese di cui parliamo volentieri, senza sponsorizzazioni. Perché si tratta di uno storico passo avanti nel settore degli imballaggi ecocompatibili e biodegradabili.

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Il futuro dei cellulari: scomporli per riciclarne i materiali

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Noi italiani sembriamo affamati di tecnologia. O piuttosto di novità. Fatto sta che abbiamo il più alto numero di cellulari per abitante d'Europa e lo cambiamo mediamente ogni due anni. Nonostante la maggior parte siano telefoni funzionanti. Quando non li usiamo più poco ci curiamo di che fine fanno. Essendo rifiuti speciali non vanno buttati nella spazzatura ma consegnati ai rivenditori nel momento in cui si fa un altro acquisto, si può portarli nei centri di raccolta (consultare i siti delle aziende di gestione rifiuti) oppure darli ad associazioni che rigenerano i telefonini o ne riutilizzano alcune parti.

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