100 MILIONI DI PALLINE PER PROTEGGERE LE RISERVE D'ACQUA DELLA CALIFORNIA

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A Los Angeles 96 milioni di palline di plastica proteggono i bacini idrici da una delle peggiori siccità degli ultimi anni. Ecco come funzionano.

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Che cos'è l'Economia Circolare?

Economia circolare

Dopo lo "sviluppo sostenibile" e la "green economy", al centro delle politiche ambientali europee c'è da qualche tempo la cosiddetta "economia circolare". L' economia circolare, secondo la definizione che ne dà la Ellen MacArthur Fondation, "è un termine generico per definire un'economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un'economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera". L'economia circolare è dunque un sistema in cui tutte le attività, a partire dall'estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun'altro. Nell'economia lineare, invece, terminato il consumo termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo, smaltimento.

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Buone feste: come smaltire imballi e carta da regali

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Il Natale è alle porte e come ogni anno lascerà dietro di sé un lungo strascico di immondizia: tra scatole, carta da regalo, nastri e packaging alimentare, la produzione di rifiuti in questo periodo dell'anno aumenta di un terzo rispetto alla norma. Ecco cosa possiamo fare per ridurre il nostro carico di spazzatura famigliare.

 

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Un mare di plastica

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Se non vogliamo annegare in un mare di plastica, l'unica alternativa è RICICLARE. Con la stessa determinazione di questo operaio indiano che, armato solo di una corda di sicurezza, attraversa una gigantesca vasca di smaltimento in un impianto di Mumbai, in India. Secondo i dati presentati all'ultimo World Water Forum solo in Italia, ogni anno, si consumano più di 6 miliardi di bottiglie di plastica, 100 per ogni abitante. Neonati compresi.

 

 

Fonte: Focus

 

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Smaltimento Carta e Cartone

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Come tutti i rifiuti, la carta pone problemi di smaltimento. La carta è però un materiale riciclabile. Come il vetro, infatti, la carta recuperata può essere trattata e riutilizzata come materia seconda per la produzione di nuova carta.
In Italia carta e cartone rappresentano circa il 30% del totale dei rifiuti e sono una risorsa perchè possono essere utilizzati per produrre carta riciclata. E' sufficiente recuperare una tonnellata di materiale cellulosico per salvare 3 alberi alti 20 metri, riducendo l'impatto ambientale e risparmiando le fonti di energia.
La carta può essere non solo riciclata, ma anche ampiamente riutilizzata stampando su ambo i lati dei fogli, riutilizzando i sacchetti di carta, donando i libri alle scuole o alle biblioteche.

 

Fonte:Focus

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Entro il 2050 il 99% degli uccelli marini avrà ingoiato un po' di plastica

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Plastica, plastica e ancora plastica. L'inquinamento del mare continua ad aumentare e le conseguenze che si prospettano per la fauna sono drastiche. Lo afferma lo studio condotto dall'Ente nazionale australiano di ricerca CSIRO pubblicato questa settimana su Proceedings of the National Academy of Sciences: se non si troverà il modo di contenere la contaminazione da plastica degli oceani, entro il 2050 il 99% delle specie di uccelli marini avrà ingoiato rifiuti di plastica, mettendo gravemente a repentaglio la propria sopravvivenza.

 

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RIFIUTI RADIOATTIVI, ARRIVA IL MAXI DEPOSITO

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Un unico deposito nazionale per ospitare le scorie nucleari in Italia. E' il progetto in realizzazione per sistemare i circa novanta mila metri cubi di rifiuti radioattivi esistenti nel nostro Paese, oggi collocati in depositi temporanei e non sicuri. Se ne occupa Terranave.

Ancora non è stata resa pubblica la regione che ospiterà il deposito nazionale, ma sin da subito cittadini e comitati si sono mobilitati per capire l'entità di questo progetto e l'eventuale impatto sull'area dove dovrebbe essere realizzato. "Ad oggi ancora non ci è chiara quale sia la classificazione di questi rifiuti radioattivi" spiega Pasquale Stigliano, di Scanziamo le scorie "come facciamo allora a capire come dovrà essere fatto questo deposito?". L'Ispra risponde spiegando che il deposito ospiterà i rifiuti a bassa e media attività, con un tempo di smaltimento cioè di circa trecento anni, mentre per i rifiuti ad alta attività (con un tempo di smaltimento molto più lungo) ancora non è stata individuata una soluzione.

 

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