Lavare i piatti: è più ecologico a mano oppure con la lavastoviglie?

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Se cercate una risposta a questa domanda sul sito di un costruttore di elettrodomestici, troverete una risposta che suona più o meno così: "Lavare i piatti a mano come un tempo non è soltanto uno spreco di tempo, ma anche di denaro, di elettricità e di acqua. Senza contare il fatto che le stoviglie non sono altrettanto igienizzate."

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Biopap: vaschette per alimenti di cellulosa, riciclabili e compostabili

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Biopap: un marchio registrato dell'azienda Carton Specialist di Anderlini, con sede a Settimo Milanese di cui parliamo volentieri, senza sponsorizzazioni. Perché si tratta di uno storico passo avanti nel settore degli imballaggi ecocompatibili e biodegradabili.

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Il futuro dei cellulari: scomporli per riciclarne i materiali

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Noi italiani sembriamo affamati di tecnologia. O piuttosto di novità. Fatto sta che abbiamo il più alto numero di cellulari per abitante d'Europa e lo cambiamo mediamente ogni due anni. Nonostante la maggior parte siano telefoni funzionanti. Quando non li usiamo più poco ci curiamo di che fine fanno. Essendo rifiuti speciali non vanno buttati nella spazzatura ma consegnati ai rivenditori nel momento in cui si fa un altro acquisto, si può portarli nei centri di raccolta (consultare i siti delle aziende di gestione rifiuti) oppure darli ad associazioni che rigenerano i telefonini o ne riutilizzano alcune parti.

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Plastiche e bioplastiche, firmato l'accordo per migliorare la gestione ambientale degli imballaggi

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Firmato lo storico accordo tra i consorzi Corepla, Conai, Assobioplastiche e Consorzio Italiano Compostatori (CIC)

Giovedì 11 giugno presso La Residenza di Ripetta a Roma è stato sottoscritto l'Accordo di programma promosso da Corepla, Conai, Assobioplastiche e il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) per favorire e migliorare la gestione ambientale degli imballaggi in plastica biodegradabili e compostabili.

La firma storica, in un accordo volontario tra privati portato a termine senza alcun intervento del legislatore (era presente in sala anche il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, il quale si è congratulato con i consorzi firmatari), giunge al termine di un lungo lavoro di trattativa tra i consorzi che si occupano di ritiro, riciclo, riuso e conversione energetica di materie plastiche, in particolare gli imballaggi, e le associazioni ambientaliste guidate da Legambiente, anch'essa presente alla firma.

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Federica Pellegrini contro i mozziconi in spiaggia

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Parte la campagna "Ma il mare non vale una cicca?" e, anche quest'anno, alta è l'attenzione contro la pessima abitudine di gettare i mozziconi di sigaretta in mare o in spiaggia. La campagna, promossa dall'associazione Marevivo in collaborazione con Jti (Japan Tobacco International), cerca di sensibilizzare gli italiani alla tutela dell'ambiente: l'1 e il 2 agosto 120mila posacenere tascabili saranno distribuiti da 1000 volontari su oltre 450 spiagge italiane, lungo gli 8.000 km di coste, comprese le aree marine protette.

L'iniziativa permetterà di risparmiare al mare una fila di mozziconi che, percorrendo la dorsale adriatica lega il Veneto all'Abruzzo coprendo una distanza di oltre 550 km: testimonial d'eccezione l'atleta olimpica Federica Pellegrini, che è parsa molto sensibile sul tema.

 

 

Fonte: Ecoblog goo.gl/1zUpUZ

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Dove va la spazzatura

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La Tari, il nuovo nome della tassa sui rifiuti, deve finanziare i costi di raccolta e smaltimento: quali sono gli obiettivi? A che punto è l'Italia?

Con una legge approvata il 2 luglio 2014, il Parlamento europeo ha stabilito che entro il 2030 dovremmo riciclare il 70% dei rifiuti urbani, aumentando del 5% l'attuale limite di legge. Un traguardo che si prospetta impegnativo se si pensa che attualmente, in Europa, solo il 27% dei rifiuti urbani è indirizzato al riciclaggio e il 15% al compostaggio. Il 34% dei rifiuti viene invece smaltito in discarica e il 24% incenerito.

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I farmaci possono avvelenare i fiumi?

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Attraverso gli scarichi di casa e la rete fognaria, le sostanze usate per i medicinali e nei prodotti per l'igiene personale finiscono nei fiumi. Ecco le conseguenze.

I farmaci risolvono i nostri problemi di salute, ma sono deleteri per quella degli ecosistemi fluviali. I medicinali utilizzati dall'uomo finiscono nei fiumi in quantità sempre maggiori tramite scarichi fognari, residui agricoli o industriali, e minacciano la sopravvivenza di flora e fauna acquatiche.

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