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Documenti - Cosea Ambiente S.p.A.

Entro il 2050 il 99% degli uccelli marini avrà ingoiato un po' di plastica

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Plastica, plastica e ancora plastica. L'inquinamento del mare continua ad aumentare e le conseguenze che si prospettano per la fauna sono drastiche. Lo afferma lo studio condotto dall'Ente nazionale australiano di ricerca CSIRO pubblicato questa settimana su Proceedings of the National Academy of Sciences: se non si troverà il modo di contenere la contaminazione da plastica degli oceani, entro il 2050 il 99% delle specie di uccelli marini avrà ingoiato rifiuti di plastica, mettendo gravemente a repentaglio la propria sopravvivenza.

 

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RIFIUTI RADIOATTIVI, ARRIVA IL MAXI DEPOSITO

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Un unico deposito nazionale per ospitare le scorie nucleari in Italia. E' il progetto in realizzazione per sistemare i circa novanta mila metri cubi di rifiuti radioattivi esistenti nel nostro Paese, oggi collocati in depositi temporanei e non sicuri. Se ne occupa Terranave.

Ancora non è stata resa pubblica la regione che ospiterà il deposito nazionale, ma sin da subito cittadini e comitati si sono mobilitati per capire l'entità di questo progetto e l'eventuale impatto sull'area dove dovrebbe essere realizzato. "Ad oggi ancora non ci è chiara quale sia la classificazione di questi rifiuti radioattivi" spiega Pasquale Stigliano, di Scanziamo le scorie "come facciamo allora a capire come dovrà essere fatto questo deposito?". L'Ispra risponde spiegando che il deposito ospiterà i rifiuti a bassa e media attività, con un tempo di smaltimento cioè di circa trecento anni, mentre per i rifiuti ad alta attività (con un tempo di smaltimento molto più lungo) ancora non è stata individuata una soluzione.

 

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QUANTO CI COSTA L'INQUINAMENTO DELL'ARIA?

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In Francia l'inquinamento costa circa 100 miliardi di euro e il parlamento corre ai ripari. In Italia cifre non molto distanti, corrispondenti a quasi 5 punti del Pil

Quanto ci costa l'inquinamento dell'aria? In Francia hanno fatto i conti. L'inquinamento atmosferico provoca ogni anno in Francia 42mila morti e ha un costo economico di circa 100 miliardi di euro, pari a una somma compresa fra 1.100 e 1.600 euro pro capite. È quanto sostiene un rapporto di una commissione d'inchiesta del Senato francese, presieduta da Jean-François Husson e che ha come relatrice l'ambientalista Leila Aïchi.

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GLI ECOREATI FINALMENTE NEL CODICE PENALE

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Mai più Terra dei fuochi ed Eternit. Un Senato in versione "ampia convergenza" approva il testo sui delitti ambientali. La strada è ancora molto lunga, ma è il passo è stato importante.

Nei primi giorni di marzo, l'aula del Senato ha approvato con un'ampia maggioranza (165 sì, 49 no e 18 astenuti) il Disegno di legge (Ddl) in materia di delitti contro l'ambiente. A favore la maggioranza insieme a Sel e Movimento 5 Stelle, mentre la Lega si è astenuta e Forza Italia ha votato contro.
Finalmente, dopo un anno di gestazione difficile, tra commissioni riunite, audizioni, slittamenti dell'esame in Aula e tanti tentativi di insabbiamento è stato colmato un vuoto normativo che ha contraddistinto la cronaca e la storia del nostro Paese: l'assenza di una normativa penale adeguata per l'effettiva tutela dell'Ambiente.

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ANCHE LE MAIL INQUINANO

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Otto innocenti mail emettono tanta CO2 quanto quella prodotta da un auto che percorre 1 km. Questi i dati sorprendenti di una ricerca dell' l'Agenzia francese per l'Ambiente e la Gestione dell'Energia.
Quante volte scriviamo una mail o rispondiamo ad una mail per puro formalismo anche se in realtà ne potremmo fare a meno?

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Dai rifiuti organici al compost, la filiera virtuosa del riciclo

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In Italia il recupero della frazione organica è arrivato al 42%, per una produzione di oltre 1 milione di tonnellate di compost all'anno

Ridurre gli sprechi e trasformare gli scarti in risorse. È la logica alla base del consumo responsabile che impegna i cittadini lungo tutta la filiera: dalla scelta consapevole di ciò che acquistano fino allo smaltimento. Un approccio che è ancor più importante per quanto riguarda il cibo. Ogni anno, stima la Fondazione Barilla Center of Food and Nutrition, un terzo della produzione alimentare mondiale finisce nella spazzatura. E l'Italia non è esclusa: da noi si butta via il 35% dei prodotti freschi, il 19% del pane e il 16% di frutta e verdura.

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Gomme, reti e plastica: tutto l’inquinamento dei nostri mari

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E ora secondo le nuove normative Ue i pescatori saranno costretti a portare a terra anche gli scarti della pesca

Usare il termine inglese di marine litter (spazzatura) o francese débris (avanzo, maceria) non fa nessuna differenza. Gli esperti concordano sul fatto che in mare non ci finisce solo la plastica nelle più diverse dimensioni che, è bene ricordarlo, una volta arrivata in mare, sopravvive per millenni, entrando nella catena alimentare di pesci e uccelli. Le microplastiche - tecnicamente quelle al di sotto dei 5 millimetri - sui fondali del Mediterraneo sono valutate dagli esperti nella misura di 100 milioni a chilometro quadrato insieme alle macroplastiche, quelle che galleggiano insieme al legno, che vengono risollevate dalle onde e mandate in circolo.

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